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Articolo pubblicato il 16 settembre 2026.
Il chasen è lo strumento indispensabile per preparare il matcha. Senza di esso, è difficile ottenere quella schiuma fine e cremosa che contraddistingue un matchaben riuscito. La buona notizia è che non richiede quasi nessuna manutenzione: bastano pochi secondi di cura prima e dopo ogni tazza perché vi accompagni a lungo.
Il chasen, o frusta per il matcha, è un utensile tradizionale giapponese ricavato da un unico pezzo di bambù, tagliato a fessura e poi modellato in modo da formare una corona di sottili rametti. La sua struttura consente di mescolare la polvere di matcha con l’acqua, liberarne gli aromi e creare una schiuma leggera e omogenea in superficie.
Il chasen è nato insieme alla cerimonia del tè giapponese. La sua forma è stata perfezionata più di cinque secoli fa a Takayama, un villaggio della prefettura di Nara che ancora oggi è considerato la culla di questo oggetto e dove, dal 1975, è riconosciuto come artigianato tradizionale[1][2]. Da allora la sua forma è rimasta praticamente immutata: un manico, una corona di ramoscelli spaccati a mano, un filo che li separa in due file.
Non tutti i chasen sono uguali, e la scelta giusta dipende dall'uso che se ne fa. Il criterio principale è il numero di fili : maggiore è il numero, più la schiuma ottenuta sarà fine e densa. I modelli variano da una quindicina a oltre un centinaio di fili[3]:
Per l'uso quotidiano, lo standard è un chasen con circa 80 fili. Rappresenta il miglior equilibrio tra facilità di montatura e qualità della schiuma: un numero sufficiente di fili per ottenere un'emulsione fine e omogenea, senza la fragilità dei modelli molto fitti. È proprio questo il modello che abbiamo scelto per il chasen Milia Matcha.
Il tipo di bambù influisce soprattutto sull'aspetto estetico:
Per l'uso quotidiano, un chasen composto da circa 80 fili di bambù chiaro è la scelta più semplice e resistente.
Poco prima di preparare il matcha, passate i ramoscelli per qualche secondo sotto l’acqua calda del rubinetto. Questo piccolo accorgimento ammorbidisce il bambù, apre leggermente la corona ed evita che i ramoscelli si spezzino durante la montatura. Un chasen umido scivola nell’acqua; un chasen secco, se agitato troppo velocemente, finisce per spezzarsi.
Questo è tutto. Niente ammollo, niente attese: nel tempo che impiegate a tirare fuori la polvere, il chasen è già pronto.
Una volta setacciato il matcha nella ciotola e versata l'acqua a 70-80 °C:
Tenete il chasen
tra il pollice e le dita, senza stringerlo.
Montate con un movimento del polso
non partendo dal braccio, con movimenti rapidi a forma di W o di M.
Rimanete in superficie
anziché premere sul fondo della ciotola: l’obiettivo è incorporare aria per creare la schiuma, non mescolare in profondità.
È la fase più spesso trascurata, eppure la più importante per garantire la durata del chasen.
Sciacquatelo subito con acqua pulita, fredda o tiepida, passando delicatamente i rametti sotto il getto d’acqua per eliminare ogni traccia di matcha. Non usare mai il sapone: danneggia le fibre del bambù.
Lasciatelo poi asciugare all’aria aperta, appoggiato sul manico, con i ramoscelli rivolti verso l’alto, in un luogo ben ventilato. Evitate di riporlo umido in un cassetto o in una scatola chiusa: l’umidità favorisce la formazione di muffa e indebolisce il bambù.
Una volta asciutto, conservate il chasen in un luogo stabile, al riparo dalla luce diretta e dall’umidità. Evitate il bagno, spesso troppo umido, e il davanzale della finestra, esposto agli sbalzi di temperatura.
Basta un angolino dello scaffale in cucina, lontano dal forno e dai fornelli, per mantenere la forma e la flessibilità del bambù tra un utilizzo e l’altro.
Se ben curato, un chasen dura in genere dai sei mesi a un anno. Tre segnali indicano che è ora di sostituirlo: la presenza di diversi rametti spezzati, una corona che non riprende più la sua forma una volta inumidita, oppure fili che rimangono divaricati.
Un chasen usurato non frulla più correttamente: la schiuma risulta meno fine e la polvere meno ben amalgamata. Spesso è la prima cosa che si nota nella ciotola, prima ancora di aver guardato lo strumento.
In sintesi
Scelta: un chasen di circa 80 fili di bambù chiaro per l'uso quotidiano.
Prima: qualche secondo sotto l’acqua calda.
Durante: movimenti rapidi a forma di W, partendo dal polso, senza premere sul fondo.
Dopo: sciacquare con acqua pulita, lasciare asciugare con le ciocche rivolte verso l’alto.
Conservazione: in un luogo asciutto, al riparo dalla luce diretta e da fonti di calore.
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Domande frequenti
Sciacquatelo con acqua corrente subito dopo l'uso, senza sapone né detersivi, quindi lasciatelo asciugare all'aria, con i ramoscelli rivolti verso l'alto. Il sapone e l'acqua bollente danneggiano le fibre di bambù.
No. Il calore, la pressione dell’acqua e i detersivi indeboliscono e spezzano i rametti. La pulizia va effettuata a mano, con acqua corrente, in pochi secondi.
Sì, bastano pochi secondi sotto l’acqua calda del rubinetto. Il bambù si ammorbidisce, la frustata risulta più fluida e le fibre non si spezzano.
Per l'uso quotidiano, un chasen di circa 80 fili è la scelta ideale: abbastanza fili per ottenere una schiuma fine e omogenea, pur rimanendo maneggevole e resistente. I modelli da 16 o 32 fili sono riservati al koicha, il matcha denso utilizzato durante la cerimonia.
Da sei mesi a un anno se usato regolarmente, a condizione di sciacquarlo dopo ogni tazza e di lasciarlo asciugare all’aria. Quando diversi fili si sono spezzati o la schiuma diventa meno fine, è il momento di sostituirlo.
Un odore insolito è solitamente dovuto a un'asciugatura incompleta o a una conservazione in un ambiente troppo umido. Se persiste anche dopo un accurato risciacquo, è meglio sostituire il chasen: potrebbe indicare la comparsa di muffa nel bambù.
Il chasen è pensato per mescolare una polvere fine nell'acqua. Non è adatto ai tè in foglie né alle infusioni classiche.
Una frusta elettrica può essere d’aiuto, ma non conferisce la consistenza spumosa che si ottiene con un chasen, i cui sottili ramoscelli incorporano l’aria in modo diverso.
[1] Prefettura di Nara. Artigianato tradizionale: il chasen di Takayama (高山茶筌). https://www.pref.nara.lg.jp/kougei-taiken/1043.html
[2] Città di Ikoma. Storia del chasen di Takayama: 500 anni di produzione. https://www.city.ikoma.lg.jp/0000002709.html
[3] Città di Shizuoka, guida al chasen: tipi di bambù e numero di fili. https://www.shizuoka-citypromotion.jp/chasen-tea-whisk-guide/